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I ragazzi del Circolo Ippico Riminese
Il bambino
che non gioca non è un bambino, (Pablo Neruda)
Lo sport e precisamente nel nostro caso la disciplina dell’equitazione, è intesa come momento aggregante e non esclusivamente agonistica; l’agonismo infatti non deve essere il fine ma solo un eventuale mezzo. Privilegiamo il gioco, attività primarie che condividiamo con il nostro amico cavallo.
L’attività che proponiamo deve attenersi a regole semplici nel rispetto del nostro alleato/compagno cavallo e nello stesso tempo deve gratificare coloro che la praticano. Il cavallo rappresenta anche uno straordinario aiuto per gli uomini, in quanto riesce a sciogliere blocchi fisici e comportamentali.
Il cavallo
aiuta il soggetto a sviluppare ed utilizzare le proprie capacità e pertanto
contribuisce a far acquisire fiducia e stima in sé stessi attraverso esperienze
di successo.
I ragazzi del Circolo Ippico Riminese
Lo sviluppo dell’autonomia personale, l’accrescimento della fiducia in sé stessi e negli altri, la capacità di cooperare facendosi carico della propria parte di responsabilità, sono indiscutibilmente fondamentali ai fini di un corretto sviluppo della personalità, sia in soggetti con deficit neurologici o psichiatrici che in soggetti con disturbi comportamentali o caratteriali.
La presenza di un animale favorisce l’acquisizione di un senso di responsabilità: è un essere vivente che dipende dalle cure di chi se ne occupa ed esige una presa di coscienza dei propri doveri e di sé come realtà individuale. |
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